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Rimedi di Fitoterapia per scompensi glicemici

Aggiornamento: 29 nov 2020

Come ripristinare l'equilibrio attraverso le piante


Anticamente l'uomo si è sempre curato con le piante, il progresso scientifico ha affinato le tecniche erboristiche raggiungendo ottimi livelli terapeutici da affiancare come supporto al mondo medico convenzionale, senza sostituirlo

“Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata” Albert Einstein

Il Pancreas è il compagno della milza, anch’esso contribuisce ad un lavoro di costituzione, ma non solo. Da un punto di vista erboristico è simboleggiato da Mercurio, il messaggero degli Dei ed è estremamente connesso nella sua funzione dare e a ricevere, allo scambiare. Sequenza caldaica riferita a Mercurio. L’insufficienza del pancreas legato al sistema endocrino porta a molte derive. Il diabete porta ad una diramazione, così come Mercurio scambia in continuazione con gli uomini e gli Dei. Si fa messaggero del fuori e del dentro, stessa cosa fa il pancreas. Ha una funzione digestiva, una funzione complementare alla costruttività della milza e mette in comunicazione i vari distretti. Essendo la problematica del diabete la più comune, l’insufficienza a gestire l’elemento dolce, una delle decodifiche più comune è legata all’affettività, dare e ricevere amore. (Può succedere anche che insorga il diabete dopo un grosso shock affettivo).

Le piante ipoglicemizzanti più utilizzate sono: Gelso Nero (Morus nigra), specifico per il pancreas, Gelso Bianco, mentre la Tamarix Gallica lavora sulla milza. Nota a parte invece per gli ultimi studi sul Gelso Bianco e la Berberina (Biosol). Il progresso scientifico in ambito erboristico ha portato a realizzare rimedi fitoterapia sinergici come prodotti a base di Gelso bianco e berberina (Biosol, migliora la biodisponibilità). Il gelso bianco lavora sul metabolismo dei carboidrati e la regolarità della pressione arteriosa. La Berberis aristata (berberina) è utile per la regolare funzionalità dell'apparato cardiovascolare.

Altre piante ipoglicemiche sono: Mirtillo Nero (Vaccinium myrtillus), Galega (Galega officinalis), Verbena (Verbena officinalis, pianta Mercuriale, dove la sua azione ipoglicemizzante non è spiccata, comunque consigliata), Fieno Greco (Trigonella foenum-graecum ipoglicemizzante e favorisce la montata lattea), allo stesso tempo anche la Salvia (Salvia officinalis, ipoglicemizzante e galattofuga). Il gemmoderivato di Gelso (Morus nigra) è il più riequilibrante per la funzione d’organo, galega (Galega officinalis) e fieno greco (Trigonella foenum-graecum) sono da assumere in tintura madre, mentre il mirtillo nero (Vaccinum myrtillus) come gemmo derivato, tintura madre e frutti essiccati. Altre piante ad azione ipoglicemizzante sono la Garcinia (Garcinia cowa) e la Gymnema (Gymnema sylvestre) mentre vale un discorso a parte per la Cannella (Cinnamomum verum), vivamente consigliata per una persona che non ha mai preso niente e ha un’alterazione a livello metabolico glucidico anche perché non ha effetti collaterali neanche se presa insieme a farmaci. Le piante si scelgono in base alla persona che abbiamo davanti, dai 7 ai 70 anni sicuramente due gemmo derivati (Morus nigra e Tamarix gallica sicuramente) perché lavorano in maniera completa sull’asse milza-pancreas. Per esempio per una donna in menopausa consigliata la Salvia, per una persona con problemi di intestino consigliato il Mirtillo, ad una persona con poco appetito Fieno Greco e Galega. Ad una persona che insieme allo scompenso metabolico presenta anche infiammazioni e dolore alle articolazioni gli consiglio la Verbena officinalis. Sappiamo che le piante hanno più proprietà e le piante citate sono legate ad una predisposizione di diabete. Piante come la Gymnema sono legate a situazioni di degenerazione dove la persona presenta una situazione in cui continua ad abusare con gli eccessi. L’Eucalipto come la Bardana sono piante ipoglicemizzanti. Abbiamo molte piante che agiscono sulle glicemie e vanno utilizzate in modo ciclico, meglio non utilizzarle in modo continuato. L’Eucalipto è una pianta molto mercuriale perché lavora sul pancreas e come messaggero sullo scambio interno/esterno del polmone. La Verbena veniva utilizzata dagli antichi durante i riti, dove venivano officiati gli Dei, i Verbenari erano addetti a cospargere gli altari di Verbena, perché credevano che dentro ci fosse Mercurio che aveva la funzione di connettere gli uomini con gli Dei. La Verbena infatti nella tradizione viene utilizzata nel periodo della gravidanza (prima-durante e dopo) per tenere in comunicazione il nascituro con il mondo celeste. Personalizzare una terapia naturale di supporto è una delle tre componenti terapeutiche fondamentali per ricreare uno stato di equilibrio senza effetti collaterali e nel pieno rispetto dell’organismo.


“Nella natura tutto i mondo è una farmacia che non possiede neppure un tetto”

(Paracelso)


Sperimenta, vivi, e sii curioso portando l’entusiasmo in ogni nuovo giorno


Mattia Milani

Naturopata

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