top of page

Ritrovare l'equilibrio, è possibile?

Aggiornamento: 29 nov 2020

" L'impossibile è solo il possibile visto dal basso"

“Nessun medico può dire che una malattia è incurabile. Affermarlo è come offendere Dio,offendere la Natura e disprezzare la grande architettura del Creato. Non esiste malattia, per quantoterribile possa essere, per la quale Dio non abbia provveduto a una cura corrispondente” Paracelso

Ritrovare uno stato di equilibrio è sempre possibile. Questo non sotto intende che sia semplice, ma neanche che sia impossibile come molte volte abbiamo sentito dire. “L’impossibile è solo il possibile visto dal basso” ribatterebbe chi si è messo in discussione, ha lottato ed è uscito dalla propria confort zone per ricercare un punto di vista più alto, non migliore ma sicuramente più in linea con il proprio essere. Il cambiamento dello stile di vita si è rivelato nettamente più efficace e sicuro rispetto alla semplice assunzione di un medicinale. Senza contare che un cambiamento nello stile di vita ha ripercussioni positive su tutto l’organismo e può risolvere altri problemi di salute, cosa che il farmaco agendo in maniera zonale non può fare. Il cambiamento dello stile di vita per ottenere un serio risultato deve necessariamente coinvolgere tutti i piani della persona, partendo da uno stile di vita alimentare sano a base di cibi vegetali naturali, allenare il fisico e la mente, curando l’anima nel profondo, supportato da rimedi naturali fitoterapia e funzionali. Una connessione armonica di questi piani porta l’organismo ad una nuova consapevolezza di salute.

Purtroppo la disinformazione, i media, la società moderna e le abitudini malsane radicate nel profondo stanno arrecando seri danni alla nostra salute. Cambiare il proprio stile di vita inizialmente può sembrare come un qualcosa di “impraticabile”, ma potrebbe anche esser qualcosa che vale la pena di fare. Non occorre aver paura del cambiamento, superate le tue più grandi paure troverai ciò che di meglio la vita ti può offrire, e ti sarà più chiara la strada da prendere. Molte volte aver paura di soffrire ci blocca, sentiamo e vediamo tutto come insuperabile, ma non è così, ognuno ha dentro di sé le risorse per uscirne, occorre far pulizia e far ciò che realmente sentiamo senza condizionamenti, la sofferenza fa parte della vita ma è una scelta tua: “Se io sono responsabile della mia sofferenza, allora la cosa è semplice: la posso abbandonare. E' una mia scelta; ragion per cui posso non sceglierla più”. Osho, Il velo impalpabile. Credo che usare un protocollo non sia obbligatorio, a volte può risultare limitante, però risulta necessario per avere una base di partenza. Ogni caso seguito in studio si e sentito inizialmente tutelato dal protocollo, come un faro in mezzo alla tempesta, ma una volta che si sono riappropriati della propria consapevolezza hanno personalizzato il percorso, iniziando ad ascoltarsi, volersi bene e soprattutto iniziando a fidarsi di sé stessi. Alla fine ogni persona sia partendo da uno degli ambiti toccati (mente – corpo – anima) o anche da tutti e tre insieme, ha notevolmente migliorato il proprio stato di salute, rendendo gli effetti dello squilibrio silenti, sono stati aboliti o diminuiti i farmaci (chiaramente senza toccare i farmaci prescritti o comunque senza prima consultare il medico, che ha un ruolo primario) e allo stesso tempo hanno migliorato il proprio approccio con la vita. Anche dove è stata fatta rientrare l’emergenza malattia, rimarrà sempre una memoria patologica, ma nel momento in cui quella memoria sarà passata a livello energetico e non servirà più all’anima nel proprio percorso sarà lasciata gradualmente andare. Questo non implicherà dimenticarsi delle sane abitudini di vita acquisite, o dell’esperienza fatta, vuol dire comprendere quanto la malattia sia servita nel percorso per crescere come individui. Risulta impensabile ristabilire una condizione di equilibrio fisico senza allo stesso tempo migliorare la propria vita psicologica, o almeno sarebbe solo un lavoro a metà. Nessuno ha il potere di guarire nessuno, però è giusto mettere a disposizione le proprie competenze e la propria esperienza per portare le persone in difficoltà o comunque in disequilibrio a riscoprire le proprie potenzialità di autoguarigione. L’alimentazione sana, le piante messe a disposizione dalla madre terra, la visione antica della medicina tradizionale cinese, il reiki, la meditazione, lo sport e la ricerca di una propria spiritualità sono splendidi mezzi per ritrovare la propria salute o per mantenerla nel tempo. Sono alcune delle discipline che possono aiutare, ne ritroviamo altrettante tante, l’importante è trovare quella che ci è più affine e più in risonanza con il nostro momento di vita. Non esistono paradigmi assoluti, abbiamo il dovere di metter in discussione tutto e aver il coraggio di cambiare se lo sentiamo necessario, anche l’approccio alle terapie naturali può seguire questa ciclicità, niente è per sempre e tutto arriva nel momento giusto se stiamo in ascolto. “Le cose belle della vita non sono le nostre certezze ma i nostri cambiamenti”. Il mondo ci riserva innumerevoli possibilità per crescere come individui, sta a noi coglierle. Ho notato che nelle persone c’è voglia di cambiamento, la stessa terra sta attuando un cambiamento di epoca storico, e noi come futuri naturopati abbiamo le competenze, il dovere e il piacere di dar tutto per favorire una nuova consapevolezza societaria. Non è un lavoro in discesa, ma è un lavoro per cui ne vale la pena e credo vivamente che aiutare gli altri sia il modo migliore per aiutare anche sé stessi. Fondamentale è ritrovare fiducia nel nostro organismo, mi piace sempre considerarlo come una macchina perfetta che non ha eguali, che cercherà sempre di fare il meglio per il nostro equilibrio.


C’è un passo che rende merito alla bellezza di questo mondo, anche quando tutto sembra difficile e insuperabile va sempre scelta la “vita”: “Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo La Fisica dell’Anima, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata/o a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa”.

(Mangia, Prega, Ama)


Sperimenta, vivi, e sii curioso portando l’entusiasmo in ogni nuovo giorno


Mattia Milani

Naturopata

122 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

コメント


bottom of page